Gengive arrossate, gonfie, che sanguinano durante lo spazzolamento o mordendo una mela: sono i segni tipici della gengivite, un'infiammazione molto diffusa che interessa, in qualche momento della vita, la maggior parte degli adulti. Spesso viene sottovalutata perché non fa male, ma se trascurata può evolvere in parodontite, la malattia che distrugge i tessuti di sostegno del dente ed è la principale causa di perdita dei denti negli adulti. In questa categoria Gengive Infiammate trovate dentifrici, collutori, gel e strumenti per la cura delle gengive, con le informazioni per riconoscere il problema e prevenirlo.
La causa principale è la placca batterica che si accumula lungo il bordo gengivale e negli spazi tra i denti quando l'igiene orale non è accurata. I batteri della placca e le loro tossine scatenano una reazione infiammatoria: le gengive si arrossano, si gonfiano e sanguinano facilmente. Se la placca non viene rimossa si indurisce in tartaro, che può essere eliminato solo dall'igienista o dal dentista. Altri fattori favoriscono l'infiammazione: il fumo, che tra l'altro maschera il sanguinamento riducendo l'afflusso di sangue; le variazioni ormonali della pubertà, della gravidanza e della menopausa; il diabete non ben controllato; lo stress; alcuni farmaci; la respirazione con la bocca; apparecchi ortodontici e otturazioni debordanti che trattengono la placca.
La gengivite è reversibile: con una corretta igiene e una pulizia professionale le gengive tornano sane in poche settimane. Se invece l'infiammazione persiste, può estendersi in profondità: si formano le tasche parodontali tra gengiva e dente, l'osso che sostiene il dente si riassorbe, le gengive si ritirano, compaiono alito cattivo, sensibilità, spazi tra i denti e, nelle fasi avanzate, mobilità dentale. La parodontite richiede cure specialistiche ed è associata anche a problemi di salute generale, come le malattie cardiovascolari e un peggior controllo del diabete.
I dentifrici per gengive contengono sostanze antibatteriche, come il fluoruro stannoso e lo zinco, e sostanze lenitive o astringenti, come estratti di camomilla, salvia, mirra, acido ialuronico e vitamine, che aiutano a ridurre l'infiammazione e il sanguinamento. I collutori antisettici a base di clorexidina sono molto efficaci contro la placca, ma vanno usati per periodi limitati, generalmente due settimane, perché possono macchiare i denti e alterare il gusto; per l'uso quotidiano prolungato esistono collutori con cetilpiridinio, oli essenziali o altri antibatterici delicati. I gel gengivali, applicati con un massaggio sulle gengive, hanno un'azione lenitiva e antisettica locale.
Nessun prodotto sostituisce la rimozione meccanica della placca. Lo spazzolino, morbido, va inclinato di circa 45 gradi verso la gengiva con piccoli movimenti delicati, per almeno due minuti due volte al giorno; gli spazzolini elettrici sono molto efficaci. Gli spazi tra i denti vanno puliti ogni giorno con filo interdentale o scovolini della misura adatta. Paradossalmente, quando le gengive sanguinano molte persone smettono di spazzolarle per paura di peggiorare: è l'errore più comune. Il sanguinamento diminuisce proprio continuando a pulire con delicatezza e regolarità.
Ciò che mangiamo influisce anche sulle gengive. Una carenza di vitamina C, oggi rara ma possibile con diete molto povere di frutta e verdura, rende le gengive fragili e sanguinanti; un'alimentazione ricca di zuccheri e di snack tra i pasti alimenta i batteri della placca. Frutta e verdura croccanti, legumi, pesce, latticini e acqua sono alleati della bocca. Il fumo è uno dei principali fattori di rischio per la parodontite: riduce le difese dei tessuti, rallenta la guarigione e rende meno efficaci le cure. Smettere di fumare migliora visibilmente la salute delle gengive già nei mesi successivi. Chi ha il diabete dovrebbe sapere che il rapporto è bidirezionale: un diabete mal controllato peggiora le gengive, e una parodontite non curata rende più difficile controllare la glicemia.
In gravidanza gli ormoni rendono le gengive più reattive alla placca e la cosiddetta gengivite gravidica è molto frequente. Una pulizia accurata e una visita dall'igienista durante la gravidanza aiutano a tenerla sotto controllo.
Il sanguinamento gengivale che persiste per più di due settimane nonostante una buona igiene, le gengive che si ritirano, i denti che sembrano più lunghi o si muovono, l'alito cattivo persistente, il pus e il dolore sono segnali che richiedono una visita. Una seduta di igiene professionale ogni sei-dodici mesi, o più spesso se indicato, rimuove il tartaro e permette di individuare precocemente la malattia parodontale.
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