Ogni inverno l'influenza stagionale costringe a letto milioni di italiani. Il picco arriva di solito tra la fine di dicembre e febbraio, quando i virus influenzali di tipo A e B circolano più intensamente e si diffondono con facilità negli ambienti chiusi e affollati: scuole, uffici, mezzi pubblici. Insieme all'influenza circolano molti altri virus respiratori che provocano le cosiddette sindromi simil-influenzali e i comuni raffreddori. Questa pagina è dedicata soprattutto all'influenza vera e propria: come riconoscerla, come curarne i sintomi con i farmaci da banco e quando è necessario l'intervento del medico.
L'esordio è tipicamente brusco: nel giro di poche ore si passa dal benessere a una febbre che spesso supera i 38 °C, accompagnata da brividi, sensazione di ossa rotte, dolori muscolari e articolari, mal di testa e una spossatezza che rende faticoso perfino alzarsi. A questi sintomi generali si aggiungono quelli respiratori: tosse secca e insistente, mal di gola, naso chiuso o che cola. Nei bambini possono comparire anche nausea, vomito e diarrea. La febbre dura in genere da tre a cinque giorni, ma la stanchezza e la tosse possono trascinarsi per una o due settimane.
Il raffreddore comune, al confronto, è molto più lieve: inizia lentamente, interessa soprattutto il naso e la gola, raramente dà febbre alta e lascia in genere la possibilità di proseguire le attività quotidiane. Per i rimedi specifici contro naso chiuso, starnuti e gola irritata potete consultare la pagina Raffreddore e Influenza.
Nella grande maggioranza dei casi l'influenza guarisce da sola. Gli antibiotici non servono, perché si tratta di un'infezione virale; il medico li prescrive solo se compare una complicazione batterica. La terapia è quindi rivolta ai sintomi e ha lo scopo di far stare meglio la persona mentre il sistema immunitario fa il suo lavoro.
Per la febbre e i dolori il farmaco di prima scelta è il paracetamolo, ben tollerato e adatto anche ai bambini con le formulazioni e le dosi pediatriche. In alternativa si possono usare antinfiammatori come l'ibuprofene, utili quando i dolori muscolari e il mal di gola sono intensi, da assumere dopo i pasti. L'acido acetilsalicilico è adatto agli adulti ma non va mai dato a bambini e ragazzi sotto i sedici anni con sintomi influenzali, per il rischio di una rara ma grave complicazione chiamata sindrome di Reye.
Molte persone scelgono i prodotti combinati per l'influenza, bustine o compresse che uniscono un analgesico-antipiretico a un decongestionante nasale, a un antistaminico che riduce la secrezione nasale o alla vitamina C. Sono comodi perché trattano più sintomi con una sola assunzione, ma richiedono attenzione: bisogna verificare la quantità di paracetamolo per non sommarla a quella di altri farmaci, e i decongestionanti per bocca sono sconsigliati a chi ha pressione alta, malattie cardiache, ipertiroidismo, glaucoma o ingrossamento della prostata. Alcuni antistaminici, inoltre, possono dare sonnolenza: meglio evitarli prima di guidare.
Per la tosse che accompagna l'influenza la scelta dipende dal tipo: se è secca e stizzosa si possono usare sciroppi sedativi o emollienti, se diventa grassa e catarrale sono più indicati i mucolitici e fluidificanti. Pastiglie e spray per la gola leniscono il bruciore.
Restare a casa è importante sia per guarire più in fretta sia per non contagiare colleghi, compagni di scuola e familiari, soprattutto se fragili. Il riposo a letto nei giorni di febbre permette all'organismo di concentrare le energie nella difesa. Bere molto, anche senza sete, previene la disidratazione dovuta alla febbre e alla sudorazione: acqua, tè leggero, tisane, brodi e succhi di frutta vanno benissimo. L'appetito può mancare per qualche giorno; meglio pasti piccoli e leggeri, con minestre, verdure cotte, frutta e yogurt. Lavare spesso le mani, usare fazzoletti monouso e arieggiare le stanze riduce la diffusione del virus in famiglia. Il ritorno alle normali attività dovrebbe avvenire solo dopo almeno un giorno intero senza febbre e senza antipiretici.
Il modo più efficace per proteggersi dall'influenza è il vaccino antinfluenzale, aggiornato ogni anno in base ai ceppi previsti e somministrato di solito in autunno. In Italia è offerto gratuitamente alle persone dai sessant'anni in su, ai bambini nella fascia di età indicata dalle autorità sanitarie, alle donne in gravidanza, a chi soffre di malattie croniche e a diverse categorie professionali. Il vaccino non protegge dai raffreddori causati da altri virus, ma riduce in modo significativo il rischio di ammalarsi di influenza e di sviluppare complicazioni.
Bisogna contattare il medico se la febbre supera i 39–40 °C e non scende con gli antipiretici, se dura più di tre-quattro giorni o ricompare dopo essere scesa, se compaiono respiro affannoso, dolore al petto, tosse con catarro colorato o con sangue, confusione, forte mal d'orecchio o segni di disidratazione. Anziani, bambini molto piccoli, donne in gravidanza e persone con malattie del cuore, dei polmoni, diabete o immunodepressione dovrebbero sentire il medico già all'inizio dei sintomi, perché in questi casi possono essere indicati controlli più ravvicinati o farmaci antivirali.
Questa categoria fa parte della sezione Farmaci da Banco. Consultate anche le pagine sulla febbre, sul mal di gola e sui decongestionanti nasali. Le informazioni qui riportate sono di carattere generale e non sostituiscono il consiglio del medico o del farmacista.