Il bruciore di stomaco è una sensazione di calore o di dolore che sale dalla bocca dello stomaco verso il petto, spesso accompagnata da sapore acido in bocca, rigurgito ed eruttazioni. Compare tipicamente dopo un pasto abbondante, dopo cibi grassi, fritti o speziati, dopo il caffè, il vino o le bevande gassate, oppure quando ci si sdraia subito dopo aver mangiato. Gli antiacidi sono i farmaci da banco più usati per alleviare questo disturbo in modo rapido. In questa categoria spieghiamo come funzionano, quali tipi esistono e come usarli correttamente.
Lo stomaco produce ogni giorno grandi quantità di succo gastrico, ricco di acido cloridrico, necessario per digerire le proteine e difendere l'organismo dai germi presenti negli alimenti. La sua parete è protetta da uno strato di muco e bicarbonato. Quando questo equilibrio si altera per un eccesso di acido o per un indebolimento delle difese, compaiono i sintomi della dispepsia: bruciore, peso, gonfiore nella parte alta dell'addome. Se invece il contenuto acido dello stomaco risale nell'esofago perché la valvola che dovrebbe trattenerlo, il cardias, non si chiude bene, si parla di reflusso gastroesofageo. Il bruciore retrosternale e il rigurgito acido sono i sintomi tipici, ma il reflusso può dare anche tosse secca, raucedine e mal di gola al mattino.
Gli antiacidi classici sono sali che neutralizzano chimicamente l'acido già presente nello stomaco. I più usati sono l'idrossido di magnesio, l'idrossido di alluminio, il carbonato di calcio e il bicarbonato di sodio, spesso combinati tra loro. Agiscono in pochi minuti e sono ideali per il bruciore occasionale. L'idrossido di magnesio tende ad avere un leggero effetto lassativo, mentre quello di alluminio tende a rallentare l'intestino: per questo vengono spesso associati, così che i due effetti si compensino. Il carbonato di calcio è molto efficace ma, assunto in grandi quantità, può provocare stitichezza; il bicarbonato di sodio va usato con prudenza da chi deve limitare il sale.
Gli alginati, sostanze estratte dalle alghe brune, a contatto con l'acido formano un gel che galleggia sopra il contenuto dello stomaco, una specie di barriera che ostacola la risalita verso l'esofago. Sono particolarmente adatti a chi soffre di reflusso e di rigurgito, anche durante la gravidanza su consiglio del medico. Si trovano spesso in sospensioni orali, bustine e compresse masticabili, a volte in associazione con antiacidi.
Esistono poi farmaci da banco che riducono la produzione di acido, come alcuni inibitori della pompa protonica a basso dosaggio e gli antagonisti dei recettori H2. Non agiscono istantaneamente come gli antiacidi, ma il loro effetto dura molte ore. Sono indicati per il trattamento a breve termine dei sintomi del reflusso che si presentano più volte alla settimana, per un periodo limitato e secondo le indicazioni del foglietto.
Gli antiacidi si trovano in compresse da masticare o succhiare, in bustine di sospensione orale, in flaconi da agitare prima dell'uso e in granulati. Le forme liquide hanno un effetto un po' più rapido; le compresse masticabili sono comode da portare con sé. Di solito si assumono al bisogno, quando compare il bruciore, oppure circa un'ora dopo i pasti e prima di coricarsi, momenti in cui l'acidità tende ad aumentare. Non bisogna superare la dose massima giornaliera e l'uso continuativo dovrebbe limitarsi a una o due settimane senza parere medico.
Un aspetto spesso trascurato riguarda le interazioni: gli antiacidi possono ridurre l'assorbimento di altri medicinali, tra cui alcuni antibiotici, il ferro, gli ormoni tiroidei e diversi farmaci per il cuore. Per questo è consigliabile distanziarli di almeno due ore dagli altri farmaci. Chi soffre di malattie renali deve evitare l'uso prolungato di antiacidi a base di magnesio e alluminio, perché i reni potrebbero non riuscire a eliminarli correttamente.
Spesso piccoli cambiamenti fanno una grande differenza. Fare pasti meno abbondanti e più frequenti, mangiare lentamente, lasciare passare almeno due-tre ore tra la cena e il momento di andare a letto, sollevare leggermente la testata del letto se il bruciore è notturno, evitare abiti e cinture troppo stretti in vita. Tra gli alimenti e le bevande che più spesso peggiorano i sintomi ci sono i cibi fritti e grassi, il cioccolato, la menta, il pomodoro e gli agrumi in grande quantità, il caffè, il tè forte, l'alcol e le bibite gassate; ognuno però reagisce in modo diverso, e vale la pena osservare quali cibi provocano davvero disturbi. Smettere di fumare e perdere qualche chilo di troppo riducono la pressione sull'addome e migliorano il reflusso.
Il bruciore occasionale si gestisce bene con un antiacido. È invece necessario consultare il medico se i sintomi si presentano più di due volte alla settimana per diverse settimane, se non migliorano con i farmaci da banco o ricompaiono appena si sospendono, e soprattutto se compaiono segnali di allarme: difficoltà o dolore nel deglutire, dimagrimento senza motivo, vomito ripetuto o con sangue, feci nere, anemia, dolore al petto che si irradia al braccio o alla mandibola o che compare durante uno sforzo. Un dolore al petto non va mai dato per scontato come un semplice bruciore di stomaco. Dopo i cinquant'anni, o se in famiglia ci sono casi di malattie dello stomaco, è importante non trascurare i disturbi digestivi che compaiono per la prima volta.
La categoria Antiacidi fa parte della sezione Stomaco e Intestino dei Farmaci da Banco. Leggete sempre il foglietto illustrativo e chiedete al farmacista quale prodotto è più adatto alle vostre esigenze.