Il calore e il freddo sono tra i rimedi più antichi e semplici contro il dolore. Una borsa dell'acqua calda sulla schiena contratta, un impacco di ghiaccio su una caviglia appena slogata, una fascia termica sulla pancia nei giorni del ciclo: gesti che danno sollievo senza farmaci e che, usati nel modo giusto, possono accompagnare o ridurre l'uso di analgesici. In questa categoria Terapia del Calore trovate fasce e cerotti autoriscaldanti, cuscini termici, borse dell'acqua calda, impacchi caldo-freddo in gel e ghiaccio istantaneo, con le indicazioni per capire quando scegliere il caldo e quando il freddo.
Il calore applicato sulla pelle dilata i vasi sanguigni, aumenta l'afflusso di sangue e di ossigeno ai tessuti, rilassa i muscoli contratti, rende più elastici tendini e legamenti e riduce la percezione del dolore. È indicato per i dolori di tipo cronico o da tensione: mal di schiena, torcicollo e cervicalgia, contratture muscolari, rigidità articolare legata all'artrosi, dolori mestruali e crampi addominali. Va invece evitato nelle prime quarantotto ore dopo un trauma, sulle zone gonfie, calde o arrossate e in presenza di infiammazioni acute, perché può aumentare il gonfiore.
Le fasce e i cerotti termici contengono una miscela di polveri, generalmente ferro, carbone, sale e acqua, che a contatto con l'aria produce un calore costante e moderato per molte ore. Si applicano su schiena, collo, spalle o addome, sopra un sottile strato di indumento o direttamente sulla pelle secondo le istruzioni, e permettono di muoversi liberamente durante la giornata. Il calore prolungato e a bassa temperatura è particolarmente efficace sui dolori lombari e sui dolori mestruali. Non vanno usati durante il sonno, né associati a creme riscaldanti o ad altre fonti di calore.
I cuscini con noccioli di ciliegia, semi o gel, si scaldano nel microonde o in forno e rilasciano un calore umido e avvolgente che si adatta alla forma del corpo; molti possono essere usati anche freddi, dopo averli riposti in congelatore. La borsa dell'acqua calda è un classico intramontabile: va riempita con acqua calda ma non bollente, per circa due terzi, eliminando l'aria prima di chiuderla, e avvolta in una fodera. I cuscini e i termofori elettrici offrono temperature regolabili e spegnimento automatico.
Il freddo, al contrario, restringe i vasi sanguigni, riduce il gonfiore, limita il sanguinamento sotto la pelle e rallenta la trasmissione degli stimoli dolorosi. È il rimedio di prima scelta nelle prime quarantotto ore dopo un trauma: distorsioni, contusioni, strappi muscolari, colpi. È utile anche per le punture d'insetto, per alcuni mal di testa e per le articolazioni infiammate e gonfie. Il ghiaccio istantaneo, che si attiva schiacciando la confezione, è ideale nella borsa sportiva e nella cassetta del pronto soccorso; gli impacchi in gel riutilizzabili si conservano in congelatore.
Una regola pratica aiuta a orientarsi. Freddo per tutto ciò che è recente, gonfio, caldo e arrossato: la storta di ieri, la botta al ginocchio, il muscolo stirato durante la partita, il gonfiore dopo un'iniezione, un attacco di gotta. Caldo per tutto ciò che è rigido, contratto e di lunga durata: la schiena bloccata dopo una giornata alla scrivania, il collo indolenzito dopo una notte in una posizione scomoda, le articolazioni rigide al mattino, i crampi mestruali. Dopo le prime quarantotto-settantadue ore da un trauma, quando il gonfiore è diminuito, si può passare al calore per favorire il recupero. Alcuni sportivi alternano caldo e freddo per stimolare la circolazione, ma questa tecnica va usata con prudenza.
Nei dolori muscolari e articolari cronici il calore dà il meglio di sé se abbinato al movimento: scaldare la zona prima di qualche esercizio di stiramento o di una passeggiata rende i muscoli più elastici e riduce il dolore. Per il mal di schiena, in particolare, restare a letto peggiora la situazione, mentre mantenersi attivi con prudenza favorisce la guarigione.
Caldo e freddo non vanno mai applicati direttamente sulla pelle nuda se non lo prevedono le istruzioni: occorre interporre un panno o una fodera. Le applicazioni di freddo dovrebbero durare quindici-venti minuti, ripetute più volte al giorno, per evitare danni da congelamento. Con il calore occorre controllare spesso la pelle, soprattutto negli anziani, nei bambini e nelle persone con ridotta sensibilità, come chi ha il diabete, problemi di circolazione o neuropatie, che rischiano ustioni senza accorgersene. Non usare caldo o freddo su ferite, pelle lesa o zone con alterazioni della sensibilità. Un dolore molto intenso, che non migliora in pochi giorni o che segue un trauma importante, richiede una visita medica.
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