Sentirsi stanchi, senza energia, con la testa pesante e la concentrazione che vacilla è un'esperienza comune: nei cambi di stagione, in primavera e in autunno, durante periodi di lavoro o di studio intensi, dopo un'influenza, in estate con il caldo che fa perdere sali minerali. In questi momenti molte persone cercano un aiuto per ritrovare la forma. In questa categoria Tonici Energetici trovate integratori con minerali, vitamine, estratti vegetali adattogeni e prodotti dell'alveare che contribuiscono alla riduzione della stanchezza e dell'affaticamento, fisico e mentale.
Con il sudore si perdono acqua e sali minerali, in particolare magnesio e potassio. Il magnesio contribuisce alla riduzione della stanchezza, al normale funzionamento del sistema nervoso e dei muscoli; il potassio è importante per la funzione muscolare e per il mantenimento di una pressione sanguigna normale. Gli integratori di magnesio e potassio, in bustine da sciogliere in acqua o in compresse effervescenti, sono tra i più usati in estate, da chi fa sport e da chi suda molto. Sono utili anche contro i crampi muscolari legati alla perdita di sali. Chi soffre di malattie renali o assume farmaci che trattengono il potassio deve consultare il medico prima di usarli.
Le vitamine del gruppo B partecipano alla trasformazione degli alimenti in energia e al normale funzionamento del sistema nervoso; la vitamina B12 e l'acido folico sono indispensabili per la formazione dei globuli rossi, e la loro carenza, più frequente negli anziani, nei vegetariani e vegani e in chi assume alcuni farmaci, può causare una stanchezza importante. La vitamina C contribuisce alla riduzione della stanchezza e all'assorbimento del ferro. Il ferro è necessario per trasportare l'ossigeno ai tessuti: la sua carenza, molto comune nelle donne con mestruazioni abbondanti, in gravidanza e negli adolescenti in crescita, provoca stanchezza, pallore, fiato corto e difficoltà di concentrazione. In questi casi è il medico, con gli esami del sangue, a stabilire se e come integrare.
Alcune piante, chiamate adattogene, sono tradizionalmente usate per aiutare l'organismo ad adattarsi a situazioni di stress fisico e mentale. Il ginseng, l'eleuterococco o ginseng siberiano, la rodiola rosea, la maca peruviana e l'ashwagandha sono usati per sostenere l'energia, la resistenza alla fatica e la concentrazione. Il guaranà, il tè verde e il mate contengono caffeina, che dà un effetto stimolante più rapido ma più breve. Il ginseng e le piante con caffeina non sono adatti a chi soffre di pressione alta, insonnia, ansia o palpitazioni, né in gravidanza e allattamento, e possono interagire con alcuni farmaci.
La pappa reale è un tonico apprezzato da adulti, anziani e bambini, ricco di proteine, vitamine del gruppo B e minerali. Il polline d'api è una fonte di proteine, vitamine e antiossidanti. Entrambi vanno evitati da chi è allergico ai prodotti delle api o ai pollini.
Nei periodi di esami, scadenze lavorative o impegni che richiedono molta concentrazione, la stanchezza è spesso più mentale che fisica: difficoltà a mantenere l'attenzione, memoria meno pronta, irritabilità. Accanto a magnesio e vitamine del gruppo B, si usano integratori con fosfatidilserina, colina, omega 3 DHA, bacopa e ginkgo biloba, che sostengono le funzioni cognitive. Le bevande energetiche, ricche di caffeina e zuccheri, danno una spinta momentanea ma, usate spesso o la sera, disturbano il sonno e peggiorano la stanchezza del giorno dopo. Fare pause regolari, dormire a sufficienza la notte prima di un esame, muoversi un po' tra una sessione di studio e l'altra e mangiare in modo leggero ed equilibrato rendono più della caffeina.
Dopo un'influenza, un intervento o una malattia, l'organismo ha bisogno di tempo e di nutrienti per recuperare. Negli anziani, che spesso mangiano poco e hanno meno massa muscolare, un tonico con vitamine, minerali e proteine può essere un aiuto, sempre all'interno di un'alimentazione completa e su consiglio del medico.
Una stanchezza occasionale, legata a un periodo intenso, migliora con il riposo, un'alimentazione adeguata e, se serve, un tonico per qualche settimana. Una stanchezza persistente, che dura più di alcune settimane nonostante il riposo, che si accompagna a dimagrimento, febbre, pallore, fiato corto, tristezza o disturbi del sonno, richiede invece una visita medica: può dipendere da anemia, problemi della tiroide, diabete, carenze vitaminiche, infezioni, depressione o altre condizioni che vanno riconosciute e curate.
Dormire a sufficienza e con orari regolari; non saltare i pasti, in particolare la colazione; preferire carboidrati complessi e proteine a zuccheri semplici, che danno un picco di energia seguito da un calo; bere abbastanza acqua; muoversi ogni giorno, perché l'attività fisica, a differenza di quanto si pensa, aumenta l'energia; fare pause durante il lavoro; limitare alcol e caffè in eccesso.
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