Le emorroidi e le ragadi anali sono disturbi molto diffusi, di cui però si parla poco per pudore. Si stima che una persona adulta su due abbia sofferto almeno una volta di emorroidi infiammate, soprattutto dopo i trent'anni, durante la gravidanza o dopo il parto, e nei periodi di stitichezza ostinata. Prurito, bruciore, dolore durante l'evacuazione e piccole perdite di sangue rosso vivo sono i sintomi che spingono a cercare un rimedio. In questa categoria trovate i prodotti da banco per emorroidi e ragadi: pomate, creme, supposte, salviette e integratori, oltre ad alcuni consigli che aiutano a prevenire le ricadute.
Le emorroidi non sono di per sé una malattia: sono cuscinetti vascolari presenti normalmente nel canale anale, che contribuiscono alla continenza. Si parla di malattia emorroidaria quando questi cuscinetti si dilatano, si infiammano o scivolano verso l'esterno. Le emorroidi interne si trovano all'interno del canale anale e possono sanguinare senza dolore o sporgere durante lo sforzo; quelle esterne si trovano sotto la pelle intorno all'ano e possono gonfiarsi, prudere e, se si forma un piccolo coagulo al loro interno, diventare improvvisamente molto dolorose. Le cause principali sono lo sforzo eccessivo durante l'evacuazione, la stitichezza cronica o al contrario la diarrea frequente, la sedentarietà, il sovrappeso, il lungo tempo trascorso seduti, la gravidanza e una predisposizione familiare.
La ragade anale è una piccola lacerazione della pelle sottile che riveste il canale anale, provocata nella maggior parte dei casi dal passaggio di feci dure e voluminose. Il sintomo caratteristico è un dolore acuto, tagliente, durante e dopo l'evacuazione, che può durare anche alcune ore, spesso accompagnato da una piccola perdita di sangue sulla carta igienica. Il dolore provoca uno spasmo del muscolo sfintere, che a sua volta riduce l'afflusso di sangue alla ferita e ne ostacola la guarigione: per questo una ragade trascurata tende a cronicizzare.
Le pomate e creme rettali sono la forma più usata. Possono contenere anestetici locali come la lidocaina, che calmano rapidamente il dolore e il prurito; sostanze lenitive e protettive come l'ossido di zinco, l'amamelide, l'aloe, la calendula o l'acido ialuronico, che riducono l'irritazione e favoriscono la riparazione dei tessuti; in alcuni casi corticosteroidi a bassa potenza contro l'infiammazione, da usare solo per pochi giorni. Si applicano dopo l'evacuazione e dopo un'accurata igiene, con l'eventuale cannula per l'applicazione interna. Le supposte agiscono sulle emorroidi interne e possono avere una composizione simile. Esistono anche gel e mousse lubrificanti che facilitano il passaggio delle feci in presenza di ragadi, e salviette umidificate senza alcol per un'igiene delicata fuori casa.
I flebotonici, prodotti a base di flavonoidi come la diosmina e l'esperidina, o di estratti vegetali come il rusco, l'ippocastano e la centella, migliorano il tono delle vene e la microcircolazione. Sono spesso consigliati durante le crisi emorroidarie e, in cicli, per ridurre la frequenza delle ricadute. Gli integratori di fibre, come lo psillio, aiutano a rendere le feci più morbide e regolari e sono una parte fondamentale del trattamento sia delle emorroidi sia delle ragadi.
La prevenzione passa prima di tutto da un intestino regolare. Un'alimentazione ricca di fibre, con frutta, verdura, legumi e cereali integrali, e almeno un litro e mezzo d'acqua al giorno rende le feci morbide e facili da espellere. È bene non trattenere lo stimolo, ma nemmeno restare a lungo seduti in bagno leggendo o usando il telefono, perché la posizione aumenta la pressione sulle vene anali. Spingere con forza va evitato. Dopo l'evacuazione è preferibile lavarsi con acqua tiepida e un detergente delicato, asciugando tamponando, piuttosto che strofinare con carta igienica ruvida.
I semicupi in acqua tiepida per dieci-quindici minuti, più volte al giorno, rilassano lo sfintere e danno un notevole sollievo, in particolare nelle ragadi. Durante le crisi è meglio limitare alcol, cibi molto piccanti, caffè in eccesso e insaccati, che possono peggiorare il bruciore. L'attività fisica regolare favorisce il transito intestinale e la circolazione; chi lavora seduto dovrebbe alzarsi e camminare qualche minuto ogni ora.
Il sangue nelle feci non deve mai essere attribuito automaticamente alle emorroidi. Anche se nella maggior parte dei casi la causa è proprio questa, perdite di sangue ripetute, sangue scuro o mescolato alle feci, cambiamenti persistenti delle abitudini intestinali, dimagrimento o anemia richiedono una visita, specialmente dopo i cinquant'anni o in presenza di casi di tumore del colon in famiglia. È necessario rivolgersi al medico anche quando il dolore è molto forte o compare improvvisamente un nodulo duro e dolente vicino all'ano, quando una ragade non guarisce dopo alcune settimane di trattamento, o in caso di febbre e gonfiore della zona. Il proctologo può proporre trattamenti ambulatoriali o chirurgici quando le terapie locali non bastano.
La categoria Emorroidi e Ragadi fa parte della sezione Stomaco e Intestino dei Farmaci da Banco. Per i disturbi della circolazione vedete anche Gambe Gonfie e Pesanti. Leggete sempre il foglietto illustrativo e chiedete consiglio al farmacista.