Ridurre lo zucchero senza rinunciare al gusto dolce del caffè, del tè o dello yogurt: è la ragione per cui molte persone usano i dolcificanti, chiamati anche edulcoranti. Sono particolarmente utili per chi ha il diabete, per chi segue una dieta per perdere peso e per chi vuole proteggere i denti dalla carie. In questa categoria Dolcificanti ed Edulcoranti della sezione Dimagranti trovate dolcificanti in compresse, in polvere e liquidi, con le informazioni per scegliere quello più adatto e usarlo in modo consapevole.
I dolcificanti intensivi hanno un potere dolcificante centinaia di volte superiore a quello dello zucchero e quindi, nelle quantità usate, apportano calorie trascurabili e non influenzano la glicemia. I principali sono l'aspartame, circa duecento volte più dolce dello zucchero, che non resiste bene alle alte temperature e non è adatto a chi soffre di fenilchetonuria, come indicato in etichetta; la saccarina, uno dei dolcificanti più antichi, stabile al calore, con un lieve retrogusto metallico; il sucralosio, ottenuto dallo zucchero, circa seicento volte più dolce, stabile anche in cottura; l'acesulfame K e il ciclamato, spesso usati in combinazione per migliorare il gusto. Le compresse sono pratiche per caffè e tè, le versioni liquide e in polvere sono più comode in cucina.
La stevia è una pianta originaria del Sud America le cui foglie contengono glicosidi steviolici, sostanze fino a trecento volte più dolci dello zucchero e prive di calorie. I dolcificanti a base di stevia sono apprezzati da chi preferisce un'origine vegetale; hanno un retrogusto leggermente amarognolo o di liquirizia, che alcune formulazioni attenuano combinandola con eritritolo. È stabile al calore e adatta anche alla preparazione di dolci.
I polioli, come eritritolo, xilitolo, sorbitolo e maltitolo, hanno un potere dolcificante simile o inferiore a quello dello zucchero e meno calorie; l'eritritolo è praticamente acalorico. Non favoriscono la carie, e lo xilitolo è usato nelle gomme da masticare proprio per proteggere i denti. Hanno però un possibile effetto lassativo se consumati in quantità elevate, come indicato in etichetta. Lo xilitolo è molto tossico per i cani: i prodotti che lo contengono vanno tenuti fuori dalla loro portata.
Tutti i dolcificanti autorizzati in Europa sono stati valutati dall'Autorità europea per la sicurezza alimentare, che ha stabilito per ciascuno una dose giornaliera accettabile, cioè la quantità che può essere assunta ogni giorno per tutta la vita senza rischi apprezzabili. Le quantità usate normalmente per dolcificare caffè e bevande sono molto lontane da questi limiti. Nei bambini piccoli è comunque preferibile non abituarli al gusto dolce, né con lo zucchero né con i dolcificanti, e in gravidanza è bene chiedere consiglio al medico.
Accanto ai dolcificanti esistono prodotti spesso percepiti come alternative «naturali» allo zucchero bianco: lo zucchero di canna integrale, il miele, lo sciroppo d'acero, lo sciroppo d'agave, il succo di mela concentrato, lo zucchero di cocco. Dal punto di vista nutrizionale, però, sono comunque zuccheri: apportano calorie simili e influenzano la glicemia, alcuni più e altri meno, e vanno quindi considerati nella quota di zuccheri da limitare. Il fruttosio, un tempo proposto per i diabetici, oggi non è più consigliato in quantità elevate, perché un suo eccesso è associato all'aumento dei trigliceridi e al fegato grasso. Per chi vuole davvero ridurre calorie e zuccheri, i dolcificanti acalorici sono l'opzione più efficace, insieme alla graduale riduzione del gusto dolce.
Le bevande dolcificate con edulcoranti al posto dello zucchero possono aiutare chi è abituato a bere bibite zuccherate a ridurre molte calorie. Resta comunque preferibile l'acqua, eventualmente aromatizzata con limone, menta o frutta, oppure tè e tisane non zuccherati.
I dolcificanti possono aiutare a ridurre le calorie e gli zuccheri, ma funzionano davvero solo se fanno parte di un cambiamento più ampio delle abitudini. Usarli per «compensare» dolci e snack non porta benefici. L'obiettivo ideale è rieducare il palato a sapori meno dolci, riducendo gradualmente la quantità di dolcificante nel caffè e nelle bevande. In cucina bisogna considerare che i dolcificanti non hanno le stesse proprietà dello zucchero nella consistenza e nella doratura dei dolci: conviene seguire ricette specifiche o le indicazioni dei produttori.
Per chi ha il diabete, i dolcificanti intensivi e l'eritritolo non aumentano la glicemia e permettono di dolcificare bevande e alimenti senza zuccheri. Bisogna però ricordare che gli altri carboidrati presenti negli alimenti, come quelli dei biscotti o dei dolci «senza zucchero», influenzano comunque la glicemia. Il piano alimentare va concordato con il diabetologo o il dietista.
La categoria Dolcificanti ed Edulcoranti fa parte della sezione Dimagranti. Vedete anche Alimenti Senza Zucchero.